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Il Rischio Cardiovascolare:
Obiettivo Benessere

Il rischio cardiovascolare quantifica le probabilità di andare incontro ad una malattia a carico del cuore o dei vasi sanguigni in base alla presenza o meno di determinati fattori di rischio...

Questi si possono suddividere in fattori non modificabili (sesso, età, familiarità) e fattori correggibili mediante corretti stili di vita e/o trattamenti farmacologici.
Le malattie cardiovascolari sono, oggi, fra le principali cause di mortalità ed invalidità nei paesi industrializzati.
Ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete e obesità sono i principali fattori che aumentano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.

Per approfondimenti visita il link:
www.cuore.iss.it

 

    Le Linee Guida della European Society of Hypertension-European Society of Cardiology (ESH-ESC 2013) propongono queste modifiche per i pazienti con rischio cardio-vascolare:

  • Abolizione del fumo
  • calo ponderale e stabilizzazione del peso
    (BMI di circa 25 kg/m2 e circonferenza addominale (<102 per gli uomini, e <88 cm per le donne)
  • riduzione del consumo di alcoolici
    (<20-30 g/die per l’uomo e 10/20 g/die per la donna)
  • attività fisica aerobica moderata
    (per 30 minuti da 5/7 volte a settimana)
  • riduzione del consumo di sodio con la dieta
    (non più di 5 gr di sale al giorno)
  • incremento dell’apporto di frutta e verdura
    (5/6 porzioni al giorno)
  • riduzione della quantità di grassi alimentari, soprattutto saturi
    (carni rosse, burro e formaggi grassi)

 

Per approfondimenti visita il link:
www.siia.it

 

Il Benessere del nostro cuore dipende dalle nostre scelte: uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta ed un’attività fisica regolare. In questo contesto è possibile ricorrere a specifici integratori alimentari utili al mantenimento del benessere del nostro cuore

 

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L'Insufficienza Venosa:
Obiettivo Benessere

L’insufficienza venosa è una condizione patologica dovuta da un ritorno difficoltoso del sangue venoso dalle estremità al cuore...

Le cause della diminuita capacità delle vene possono essere: la perdita di elasticità dei vasi e il cattivo funzionamento delle valvole posizionate al loro interno. Le valvole venose bicuspidi non essendo più efficienti causano un’inversione di flusso che porta a ipertensione venosa superficiale. Il sangue che persiste all’interno delle vene provoca uno sfiancamento delle pareti delle medesime e la fuoriuscita di liquidi nei tessuti circostanti.

Come migliorare la circolazione venosa?

Per migliorare la circolazione venosa è utile intervenire sui comportamenti e sullo stile di vita:correzione delle abitudini alimentari, attività fisica, utilizzo di calze elastiche, utilizzo di creme ad azione capillarotropa, utilizzo di sostanze vasoprottetrici ad integrazione specifica, quali centella, rusco, rutina, diosmina, proantocianidine oligomeriche da pino marittimo, ecc.

 

  • non usare tacchi alti, salvo particolari ma non frequenti situazioni

  • dormire con le gambe sollevate di una decina di centimetri

  • fare una breve passeggiata durante i viaggi più lunghi in auto e in aereo

  • alzarsi spesso sulle punte dei piedi

  • evitare gli sport che richiedono scatti o comunque movimenti bruschi

 

Per approfondimenti visita il links:
www.amavas.it

 

 

 

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Le Emorroidi:
Obiettivo Benessere

La parola emorroidi deriva dal greco antico, composta da haîma, “sangue” e rhéó, “scorrere”...

Si tratta di varici del plesso venoso emorroidario o rettale, cioè del reticolo venoso che fa parte della mucosa anale e che è deputato alle funzioni di continenza e di evacuazione.
Le emorroidi sono dunque vene che si ingrandiscono all'interno del canale anale provocando fastidiosi problemi quali: prurito, dolore, emissione di sangue e protrusione all'esterno.

A seconda della localizzazione, le emorroidi possono essere classificate in:
emorroidi interne che si sviluppano all’interno del canale anale e sono quasi sempre indolori a meno che non siano totalmente prolassate o che siano associate a ragadi
emorroidi esterne che invece appaiono come protuberanze dure e molto dolenti

Se si forma un coagulo in una di loro, si sviluppa un rigonfiamento molto dolente (c.d. trombosi emorroidaria). Può sanguinare solo se si rompe. Viene avvertita come un gonfiore duro e sensibile. Si distinguono scolasticamente 3 o 4 stadi patologici.

Per approfondimenti visita il link:
www.siucp.org

Le Cause...

Quasi certamente esiste una certa predisposizione di base riferibile alla ereditarietà, alla familiarità e alla costituzione, per cui una persona é più facilmente soggetta di un'altra a manifestare il quadro patologico. Anche lo stile e le abitudini di vita giocano un ruolo importante come fattori scatenanti la malattia.

Tra i principali:
▪ il regime alimentare: un’alimentazione scorretta, infatti, può, nella maggior parte dei casi, essere un fattore scatenante della patologia emorroidaria; una dieta non equilibrata può essere causa di stipsi (stitichezza), disturbo che favorisce la comparsa delle emorroidi
▪ la diarrea cronica: provocando fenomeni di irritazione ed infiammazione sulla mucosa anale può predisporre all’insorgenza delle emorroidi
▪ la postura: riguarda soggetti che svolgono attività lavorativa prevalentemente sedentaria o al contrario costretti ad una prolungata stazione eretta. Questa tipologia di lavori, a causa di un aumento della pressione delle vene presenti nel plesso emorroidario, possono provocare la comparsa di emorroidi. Anche alcune attività sportive come il ciclismo, l’equitazione ed il motociclismo possono essere predisponenti per lo sviluppo di emorroidi dal momento che sono responsabili di traumi ripetuti a carico delle strutture di sostegno del canale anale
▪ i farmaci: l’assunzione di farmaci a base di ormoni, di anticoncezionali e di lassativi, può favorire l’insorgenza di episodi emorroidari acuti
▪ la gravidanza ed il ciclo mestruale: le alterazioni ormonali e gli effetti del peso nella gravidanza sono sicuramente fattori predisponenti alla comparsa delle emorroidi

 

  • Dare maggiormente spazio, nella propria dieta, alle fibre vegetali; via libera, quindi, a frutta, verdure, legumi e cereali integrali, aumentando contemporaneamente anche l’apporto di acqua (almeno 2 litri al giorno)
  • Evitare, o quantomeno consumare con parsimonia, tutti quegli alimenti in grado di irritare e stimolare eccessivamente l’intestino:spezie, alimenti speziati e piccanti, cacao, bevande alcoliche, tè e caffè
  • Adottare una igiene corretta ma delicata. Evitare, quindi, saponi troppo detergenti ed acqua troppo calda
  • Svolgere moderata attività fisica per favorire la regolarità intestinale
  • Preferire intimo di cotone e vestiti comodi in modo da evitare sudorazione e calore che, a loro volta, possono favorire infiammazioni e irritazioni
  • Esistono preparati da assumere ciclicamente per via orale (fleboprotettori) o da applicare localmente sotto forma di pomate, supposte e microclisteri, che possono contribuire ad alleviare i sintomi

 

Per approfondimenti visita il link:
www.humanitasalute.it

 

 

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Disclaimer:
Le informazioni riportate nelle pagine sono a solo scopo informativo e risultano tratte da un’ampia e qualificata sitografia presente in internet. La finalità è quella di rispettare e mantenere la natura della rete: la facile reperibilità delle informazioni. Le informazioni che vengono date nelle pagine non intendono in alcun modo trattare e curare alcuna malattia o patologia. Esse vanno intese unicamente come attività di servizio ai fini della divulgazione della prevenzione, in particolare degli stili di vita salutari.